La Nostra Storia

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GEAS RUGBY SESTO SAN GIOVANNI
Associazione sportiva dilettantistica

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Le nostre origini

L’Associazione Sportiva Dilettantistica Rugby Sesto San Giovanni nasce nel luglio 2008 dalla passione e l’impegno di Alfio Lusuardi, oggi presidente dei biancocelesti, e Roberto Beretta, ex capitano della prima squadra del Cologno Rugby.
“Il motivo che ci ha spinto a muoverci verso questa direzione – racconta Lusuardi – era il desiderio di portare il rugby nei comuni laddove questo sport non era ancora presente. Una grande città come Sesto San Giovanni non poteva non avere una società di rugby”.
Anni prima la Polisportiva GEAS aveva tentato di introdurre in città la palla ovale, ma senza successo. Da sempre quindi i sestesi che in passato hanno voluto praticare il rugby sono stati costretti ad emigrare a Milano, Monza o nella confinante Cologno Monzese, alcuni di loro affermandosi anche a livello nazionale.
Il primo luogo individuato dall’Amministrazione Comunale sestese per svolgere attività sportiva è un piccolo spazio verde al Centro Sportivo Comunale “Manin”, due pomeriggi a settimana. Per due mesi, genitori e dirigenti dell’under 14 dell’Iride Cologno Rugby accompagnano i ragazzi della squadra giovanile a svolgere gli allenamenti a Sesto.
I colori della divisa sono quelli della città, il bianco e il celeste, il logo è ispirato allo stemma di Sesto, con la “Torretta” iscritta all’interno della palla ovale. Nascerà presto anche un sito internet. La società si iscrive alla Federazione Italiana Rugby e al Coni.
Per iniziare quest’avventura, Alfio e Roberto contattano alcune delle numerose realtà del sociale presenti a Sesto. Fondamentali saranno le collaborazioni di alcuni educatori e insegnanti: Gabriella Maggi della Cooperativa Piccoli Passi, Marco Corradini, insegnante di educazione fisica alla scuola Calamandrei e il professor Marco Barlassina dell’istituto Salesiani. In tutte e tre le strutture, sotto la guida di Alfio ma con l’ausilio di questi educatori, il rugby entra in prima persona a scuola. Alle superiori dai Salesiani nasce anche una squadra che partecipa con buoni risultati ai giochi sportivi studenteschi regionali.
Il presidente, dopo un anno di duro lavoro e proselitismo, con dimostrazioni di gioco tra cooperative sociali, scuole, oratori e feste di quartiere raccoglie i primi frutti: “Sto riscontrando a Sesto un diffuso interesse verso il rugby –dice soddisfatto Alfio– per questo richiederò all’assessore allo Sport Giovanni Urro uno spazio idoneo per questa pratica sportiva. Sono già diverse le richieste di genitori che vogliono iscrivere i propri bambini a rugby”.

Il rilancio

Nonostante i primi passi incoraggianti e l’immancabile entusiasmo, l’improvvisa scomparsa di Roberto Beretta mette un freno ai progetti di svolta sognati. Manca poi un altro pezzetto nel progetto dell’intrepido presidente: “Servono operatori. Non devono per forza essere rugbisti formati, ma anche appassionati che abbiano voglia di aiutarmi nella gestione dei gruppi. Questa è la mia più grossa preoccupazione –conclude Alfio– l’attività prende bene, ma mancano adulti di supporto”.
La presentazione in città del libro I racconti del rugby di Henri Garcia, il 24 febbraio 2011, aiuta a imprimere una nuova spinta al progetto. Alla serata parteciperanno un centinaio di persone, indubbiamente attirate dall’argomento e dall’interesse per il rugby, e Alfio, presente alla serata, percepisce il calore e la voglia di fare che invade la sala, con discorsi che si intrecciano e persone che si conoscono per la prima volta. Infatti, nemmeno due mesi dopo, il 6 aprile 2011, grazie alla collaborazione nata dopo quell’evento, sul terreno del Centro Sportivo Manin si ritrovano per il primo allenamento oltre 20 adulti, per quella che rappresenta la svolta del movimento sestese.

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Nemmeno un mese dopo, di fronte alla stampa locale e alla presenza dell’assessore allo Sport Giovanni Urro, avviene la presentazione ufficiale dell’Asd Rugby Sesto San Giovanni, con la partecipazione di oltre 30 giocatori e due sestesi che militano in serie A nel Rugby Grande Milano: i fratelli Davide ed Emanuele Viganò, oltre alla giovane promessa Alessio Zulli, Under 18.
“La nostra –spiega con orgoglio Alfio– è una scommessa in parte vinta. Abbiamo coinvolto trenta persone, portando il rugby dove prima non esisteva.
L’obiettivo è di creare, spero in tre anni, una società che possa raccogliere sportivi dai 6 anni fino all’età adulta. Per questo avremo bisogno di un vero centro sportivo dedicato unicamente al rugby, non un semplice angolo di campo”. Un paio di anni più tardi, nell’aprile del 2013, il Rugby Sesto confluisce in modo naturale nella storica polisportiva Geas, ulteriore passo in avanti. Da allora, con graduale e costante crescita, il GEAS Rugby Sesto si sta radicando sul territorio, allargando i propri orizzonti fino a rappresentare una solida realtà di riferimento per tutti gli appassionati di palla ovale e per moltissime famiglie che forniscono giovani atleti al vivaio in forte espansione.

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Le squadre del GEAS Rugby

Il progetto di rilancio dell’iniziativa rugbistica sestese fin da subito ha voluto puntare sulla creazione di un buon gruppo di adulti praticanti che facesse da impalcatura e sostegno alla nascita di un grande vivaio.Già nel 2011-12 la squadra Seniores, in collaborazione con il Velate rugby, ha partecipato al campionato regionale di serie C con una stagione ricca di stimoli e soddisfazioni, utile nel creare un gruppo compatto formato da atleti che, nella maggioranza dei casi, provenivano da altre discipline sportive. È stato un progetto ambizioso e spregiudicato che, però, ha portato a un grande risultato dal punto di vista umano. Intorno a questa squadra si è cominciato a costruire il vero movimento, fatto di iniziative personali, di amicizie, di ore di lavoro volontario, di tempo dedicato a seguire i più piccoli che, dal niente, stavano arrivando al campo. I numeri hanno dell’incredibile.
Nel 2011-12 i nostri piccoli erano 18, dai 6 ai 14 anni, e si allenavano tutti insieme, divisi più per peso che per categoria ma ovviamente condividendo gran parte del lavoro. Al campo il piccolo nucleo di genitori che assisteva cominciava a conoscersi, gettando le basi di quello che ora è una delle colonne portanti della nostra società. La loro fiducia nell’ affidarci i figli, nel credere al progetto di crescita futura, nell’ aiutare in mille modi il quotidiano è stato ed è il vero motivo del successo della nostra realtà. Sul territorio, invece, è stato il passaparola a farci conoscere, in tutte le categorie. Colleghi di lavoro, amici, compagni di scuola, conoscenti… tanto lavoro ha portato i frutti che si desideravano, con il numero di bambini e ragazzi che via via cresceva, raddoppiando anno dopo anno. Nel 2015-16 siamo a 124 iscritti nelle giovanili e copriamo da tempo tutte le categorie minirugby e juniores, centrando quindi l’obiettivo che ci eravamo prefissi: siamo diventati un punto di riferimento per molte famiglie e siamo riusciti a portare un nuovo sport in città. Ovviamente non vogliamo fermarci; ora siamo concentrati sulla crescita tecnica degli allenatori, che sta portando ottime soddisfazioni. Infine, il settore “old”: un gruppo di over35 che condivide la passione per il rugby e la voglia di tenersi in forma. Inizialmente si allenavano con la Seniores, ma da un paio d’anni si è strutturata una nuova squadra che ha scelto il nome di “Old Lokomotiv”, in ricordo del passato industriale della nostra città. Anche in questo caso il numero dei tesserati sta crescendo, molti papà non riescono a resistere vedendo i propri figli in campo e si uniscono al gruppo dei vecchietti! Importantissimo è il contributo old al lavoro collettivo in occasione di manifestazioni e concentramenti organizzati al Manin, dove l’esperienza conta e gli anni sono un valore aggiunto.

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Le strutture

Inizialmente al Centro Sportivo Manin lo spazio a disposizione per l’attività rugbistica era molto limitato, una piccola porzione di campo con geometria irregolare abbandonato da tempo e invaso dalle erbacce, reso subito utilizzabile dallo sparuto gruppo di giocatori per gli allenamenti. Le partite di campionato di serie C seniores si tenevano a Velate e non esisteva ancora un’identità
Il primo anno la dicitura era ancora Velate rugby, poi diventato Velesto dalla fusione delle due città in un unico nome. I sacrifici chiesti ai nostri atleti sono stati notevoli, sia in termini di tempo dedicato agli spostamenti che economico, ma non c’era alternativa.
Il progetto di realizzazione del campo da rugby era però ben chiaro fin dal primo allenamento del 2011, ma occorreva tempo per le pratiche burocratiche e denaro, molto denaro. Inoltre le condizioni del centro sportivo erano disastrose, con spogliatoi sporchi, bagni e docce inagibili, degrado e mancata cura del verde, che aveva finito per coprire i manufatti esistenti, unito a atti di vandalismo perpetrati durante il lungo abbandono.

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Moltissime attrezzature per la manutenzione del verde erano da riparare, compreso il trattorino falcia erba.
“Dobbiamo tenere duro –diceva Alfio– e lavorare sodo, un centro sportivo così non può essere abbandonato a se stesso. Dobbiamo farlo rivivere.” Tutti noi condividevamo queste parole, seniores, old, genitori. Ci sono voluti almeno un paio d’anni di duro lavoro volontario e di spese sostenute di tasca propria per rendere nuovamente fruibile il centro.
Il campo centrale era in totale abbandono dopo aver ospitato per lungo tempo la tensostruttura di Video Time per il programma “Io canto” di Gerry Scotti, con il manto erboso totalmente da rifare e profondi avvallamenti nel terreno per il peso sopportato. Affioravano sassi e pezzi di metallo su tutta la superficie del campo da calcio.
Nel 2012 l’Amministrazione Comunale ha ufficialmente destinato il campo principale del Manin, con tribune per un totale di 3590 posti, al rugby. I lavori sono iniziati poco dopo, con la rimozione di parte della pista di atletica, ormai inutilizzabile, l’ampliamento della superficie di gioco per rispettare le norme FIR, la bonifica e la realizzazione del campo, seguita dalla semina del manto erboso. Nel giugno 2013 è stata finalmente realizzata la posa dei pali ad H e di un primo tratto dell’impianto di irrigazione interrato, completato nel corso del 2015.

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L’intero costo dei lavori è stato sostenuto dal GEAS Rugby e ammonta a più di 70,000 euro. Lo sforzo economico è stato enorme, considerando che la società era appena nata e in fase iniziale di crescita. Quando ripensiamo a quel periodo stentiamo a credere di essere riusciti nell’impresa, e ricordiamo tutti gli espedienti escogitati per raccogliere fondi. Si cenava insieme per il terzo tempo dopo l’allenamento e si vuotavano le tasche dalle monetine per far cassa. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Uno dei campi più belli della Lombardia, omologato per partite fino all’Eccellenza (massima serie nazionale) e internazionali, con un’invidiabile posizione logistica, a pochi metri dall’uscita Cologno Sud della tangenziale Est Milano.

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Il 17 e 18 maggio 2014 si è tenuta la prima edizione del Sesto Rugby Fest, con l’inaugurazione ufficiale del campo dedicato a Roberto Beretta in presenza del Sindaco Monica Chittò e del Presidente della provincia Guido Podestà e di più di 4,000 persone nella due giorni. Il centro sportivo tornava a essere patrimonio della città dopo anni di abbandono. Si poteva parlare di vera rinascita con il recupero di una struttura altrimenti destinata a sicura chiusura. Da che abbiamo messo piede al Manin, tutte le spese di manutenzione del verde, degli spogliatoi e dei bagni, dei vialetti interni, dei magazzini, i lavori di sfalcio dei numerosi giardini sono a carico delle società che vivono e frequentano il centro sportivo, senza nessun aggravio sul bilancio comunale, oltre, ovviamente, alla gestione completa dei campi da gioco, che devono essere seguiti con severa attenzione e costi notevoli.

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Nel novembre 2014, in concomitanza con le esondazioni di Lambro e Seveso per il maltempo, il Centro Sportivo ha purtroppo subito un durissimo colpo. Il trasformatore di corrente necessario all’alimentazione elettrica è andato fuori uso, lasciando al buio l’intera struttura. Da allora a tutt’oggi la situazione è invariata, con l’Amministrazione Comunale, proprietaria del Centro, incapace di trovare una soluzione percorribile per risolvere il problema, nonostante vari progetti presentati dal GEAS Rugby, tra cui la realizzazione in cofinanziamento di un nuovo impianto illuminante a LED, capace di tagliare i costi della fornitura elettrica dell’80%. È superfluo ricordare quanti disagi possa comportare questa situazione, ma purtroppo in questo caso nulla dipende dalla nostra volontà.

I nostri sponsor

Un aiuto decisivo nell’affrontare la sfida “Manin” lo abbiamo ricevuto dai numerosi sponsor che in questi anni hanno voluto credere in noi, nel progetto e nella sua realizzazione. Ricordarli tutti sarebbe davvero difficile, ma ogni contributo economico, dal più piccolo fino alle grandi sponsorizzazioni per la fornitura di materiale tecnico di tutte le squadre giovanili, hanno il nostro sentito ringraziamento. In un momento economico molto difficile, con una crisi globale che ha messo a dura prova realtà che sembravano granitiche, trovare fondi per sostenere una piccola società sportiva in crescita è stato coraggioso ed encomiabile. Chi con uno striscione a bordo campo, chi con un logo sulla maglia da gioco, sono parte della famiglia del GEAS Rugby Sesto! Senza di loro, indubbiamente, non sarebbe stato possibile arrivare fin qui.

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La struttura societaria

La società è guidata da un Direttivo eletto dai Soci e composto da 11 persone in rappresentanza delle varie sezioni che compongono il GEAS Rugby. L’attuale consiglio è stato eletto nel novembre 2015 ed è presieduto da Alfio Lusuardi.

Obiettivi futuri

”Al momento la situazione più seria da risolvere è quella legata all’illuminazione del centro sportivo”, ricorda Alfio in ogni occasione, non nascondendo una grande preoccupazione. I numeri della società, in costante crescita, rendono necessario l’utilizzo del campo principale anche per gli allenamenti serali, e vi assicuriamo che vedere un piccolo capolavoro di tenacia chiuso per mesi interi mette tristezza.
Con l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo , le linee guida societarie sono state confermate, dando grande valore al settore giovanile, a nostro avviso vero volano di tutto il movimento rugbistico nazionale. Vorremmo confermare il momento di crescita, consolidando ulteriormente le diverse categorie. Inoltre, come già accennato, stiamo seguendo con particolare attenzione il settore formativo su allenatori e educatori, in modo da poter fornire agli atleti un buon livello tecnico.La gioia per un trofeo conquistato con impegno! Il centro sportivo a breve sarà inserito a pieno titolo nel contesto del “Parco della media valle del Lambro” con la riqualificazione dell’area Bergamella, contigua al centro stesso, che prevede un percorso vita attrezzato contiguo al “Manin”. Sarà questa un’occasione ulteriore per riportarlo al centro dell’attenzione, rendendolo protagonista dello sviluppo sportivo dell’intera città. Inoltre, il settore “ginnastica artistica e ritmica” della polisportiva GEAS completerà la costruzione di una tensostruttura all’interno del centro, in cui ospitare allenamenti e gare. La vocazione polifunzionale del “Manin” potrà finalmente vedere un traguardo.La vera meta, però, sarà quella della creazione della Club House, centro naturale di aggregazione e integrazione tra le varie persone che ruotano intorno all’ambiente rugbistico. Per gli amanti della palla ovale non è un vezzo, ma una necessità. Alla fine degli incontri ufficiali, come degli allenamenti, le squadre per tradizione consumano un pasto insieme, dando vita al “terzo tempo”, momento in cui le amicizie si stringono e diventano legami più forti, a tutte le età. Vogliamo realizzare un luogo adatto all’interno del centro sportivo, sfruttando le enormi potenzialità in termini di spazio inutilizzato. Un luogo in cui i genitori possono attendere la conclusione degli allenamenti dei propri figli nelle fredde giornate invernali chiacchierando rilassati, in cui cucinare in condizioni igieniche ottimali per poi mangiare al coperto e al caldo. Una Club House aperta a tutti i fequentatori del nuovo “Manin”, a prescindere dallo sport praticato. L’entusiasmo non ci manca, lo abbiamo dimostrato, e le sfide ci appassionano.
Continuerete a sentir parlare di noi!

GEAS Rugby Sesto San Giovanni

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